
Non è più tempo di rimandare: questo è il momento giusto per prendersi un impegno con sé stessi e con la propria evoluzione.
Il 26 aprile c’è stato un passaggio molto importante: Urano è entrato stabilmente nel segno dei Gemelli, dove rimarrà fino al 2033.
Una delle sue manifestazioni è una grande spinta creativa e la rivoluzione della comunicazione. Saremo esposti a stimoli esterni con una rapidità mai vista prima.
È un’energia eccitante, ma nasconde una trappola: la frammentazione.
Il rischio, con questo transito, è quello di vivere “per assaggi”.
Questa è l’ombra di Urano in Gemelli. Ma può diventare una sfida interessante: questo transito rappresenta anche un’opportunità di riprogrammazione del nostro sistema nervoso.
Non potremo più ignorare come reagiamo agli stimoli, perché gli stimoli diventeranno semplicemente troppi per essere gestiti con i vecchi automatismi.
Accade anche nell’ambito della crescita personale e del benessere.
Leggiamo libri, ascoltiamo video.
Frequentiamo corsi e partecipiamo a seminari.
Facciamo incontri con operatori diversi, alla ricerca della soluzione più facile e veloce.
Ci sembra di capire abbastanza, di avere sufficiente consapevolezza per cambiare.
Arrivano illuminazioni, riconosciamo dinamiche, riusciamo a cambiare lo sguardo sul passato.
E poi passiamo oltre, credendo di aver capito abbastanza.
Oppure, perché non ci hanno fornito una soluzione efficace (!).
Vogliamo evitare il dolore, spegnere il sintomo, vivere felici e senza problemi, e vogliamo che accada il prima possibile.
La profondità fa paura. La superficialità è una forma di protezione.
Ma non si può stare bene senza imparare a sentire e tollerare l’intensità delle nostre emozioni.
E questo si impara nel ritmo della presenza, attraverso la ripetizione di un’esperienza nuova.
Non è qualcosa che si legge in un libro, né un’intuizione che ci fulmina in un istante; anche l’anima si allena con continuità.
Si impara quando decidiamo di non considerare più il disagio come un errore, ma come un portale che ha bisogno di tempo, ascolto e, soprattutto, di qualcuno che ci aiuti a tenere lo sguardo fisso su quel punto finché l’inconscio non smette di averne paura.
Perché capire non basta?
Spesso pensiamo che una volta “capita” una cosa, il lavoro sia finito.
Ci diciamo: “Ah, ecco perché scelgo sempre partner distanti! Adesso che lo so, non lo farò più”. Invece, puntualmente, ci riscopriamo a fare la stessa scelta.
Perché succede?
Perché la nostra mente conscia è come la punta di un iceberg: è veloce, capisce subito, si entusiasma per l’intuizione.
Ma sotto il livello dell’acqua c’è l’Inconscio, che è un gigante lento.
1. L’inconscio impara per ripetizione
Immagina l’inconscio come un sentiero in un bosco. Se per trent’anni hai camminato sempre sulla stessa strada (un tuo automatismo, una paura, un modo di reagire), quel sentiero è ormai un solco profondo. Un’intuizione durante una sessione è come un nuovo sentiero appena accennato nell’erba alta: se non ci cammini sopra ancora nel breve periodo, l’erba ricrescerà velocemente e il sentiero sparirà.
Fare consulenze “ogni tanto” è come provare a tracciare mille sentieri diversi senza mai percorrerne uno abbastanza a lungo da farlo diventare davvero una nuova strada.
2. Il potere della focalizzazione
Quando crei un ritmo (un incontro ogni 21/28 giorni), stai dando un comando chiaro a un livello profondo. Mantenere il campo energetico e mentale focalizzato su un obiettivo è fondamentale. Se lasci passare tre o sei mesi (o più) tra un incontro e l’altro, il comando si perde nel rumore della vita quotidiana e si confonde tra gli altri input che ricevi. L’inconscio approfitta di questa frammentazione per ripetere gli schemi che già conosce e ripercorrere i sentieri già tracciati. Per lui sono “sicurezze” costruite dalle strategie di sopravvivenza che hai appreso all’inizio della tua vita.
3. Il ritmo è la vera medicina
Senza ritmo, ogni sessione rischia di diventare un “pronto soccorso” emotivo: arrivi, sfoghi il disagio del momento, capisci qualcosa, ti senti meglio per due giorni, e poi torni alla tua vita con i soliti automatismi.
Con un Percorso, invece, non lavoriamo solo sull’emergenza. Lavoriamo sulla struttura della tua identità.
Il ritmo costante agisce come un battito cardiaco che tiene in vita la tua trasformazione.
Per questo, ho deciso di proporti percorsi strutturati di Counseling Evolutivo Integrato, di 4 o 8 incontri.
In un mondo che ci spinge a sfiorare tutto in superficie, io ti chiedo l’impegno di restare, perché tengo profondamente alla tua trasformazione.
Educarti alla continuità è il mio modo di proteggere il tuo processo: è la garanzia che ciò che seminiamo insieme avrà il tempo, la terra e la cura necessaria per fiorire.
Perché scegliere un percorso?
Si tratta di un impegno che prendi con la tua evoluzione:
- Continuità: Permette al tuo sistema nervoso di non “dimenticare” e di consolidare i nuovi spazi di libertà.
- Focus: Definiamo un ritmo che sostiene il lavoro, senza dover ricominciare ogni volta da capo.
- Incentivo economico: Ho scelto di offrire un vantaggio economico per incoraggiare chi decide di investire su una trasformazione reale e costante.
È un modo per darsi uno spazio protetto nel tempo, per non perdere il filo e permettere a ciò che emerge di trasformarsi in una nuova realtà quotidiana.
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Investi su di TE! Niente ha più valore, e dovresti essere TU, la TUA priorità…
Con affetto,
Roberta


