
Scrivo queste riflessioni dopo il Seminario di Costellazioni Sistemiche Immaginali di ieri, 22 settembre 2024, Equinozio di Autunno tra due Eclissi e Kin 77, mio complekin (se non sai cos’è un Kin e a cosa si riferisce, ti suggerisco di andare sulla pagina Instagram di Stefania Marinelli, esperta n° 1 in Italia della Legge del Tempo e Sincronario delle 13 Lune di Valum Votan).
Da un po’ sento e osservo che anche il modo di vivere l’esperienza delle costellazioni – così come il modo di “fare astrologia” – sta cambiando.
È il campo (morfogenetico) stesso a chiederci di andare oltre.
Oltre la singola dimensione personale, con le sue problematiche e i suoi disagi.
Negli ultimi mesi, è apparso sempre più evidente che chi mette in scena la propria costellazione sta lavorando per tutta l’umanità, non solo per se stessa/o e per il proprio sistema familiare.
(I Nat sono divinità birmane. Selene Calloni Williams ha creato delle carte che li raffigurano, che sono uno strumento magico per accedere a un mondo archetipale. Vengono usati nel counseling trangenerazionale insieme alla psicogenealogia e alle costellazioni immaginali. Puoi acquistare le carte con il libro in qualunque libreria, anche online)
Nulla è mai casuale, né chi costella, né la sequenza delle costellazioni.
E tutti i presenti sono comunque coinvolti in quello che il campo mostra.
Questo Nat ci invita a superare la sudditanza nei confronti della mente e della razionalità, per liberare il potere dell’Anima.Non è un caso che il Nat abbia un aspetto femminile, e si chiami “la sorella minore”: il senso di #inferiorità del femminile nei confronti del maschile appartiene a tante, troppe generazioni, tanto che ancora oggi le donne fanno fatica a liberarsi dal bisogno di riconoscimento da parte di un uomo (a cominciare dal padre), e sono inconsciamente bloccate da lealtà inconsce a madri e nonne o bisnonne che non hanno potuto realizzarsi.
La dimensione femminile è lunare, irrazionale, emozionale. È caos.
È la dominanza del pensiero sull’emozione.
Ha paura dell’invisibile, del vuoto in cui conduce l’Anima, il femminile, e per questo lo giudica e lo reprime.
– donne relegate a servire la famiglia e spesso umiliate
– donne abusate (spesso dai mariti o dai familiari)
– donne che sono state separate dai figli (scomodi, illegittimi, indesiderati a causa della povertà, frutto di violenze, morte di parto, costrette ad abortire, ecc)
– donne che non hanno potuto studiare né coltivare le proprie passioni
Ma anche:
– uomini che non hanno mai imparato a sentire le proprie emozioni
– uomini con doti artistiche mai coltivate
– donne e uomini rinchiusi per quella che era considerata follia e che spesso era solo capacità di dialogare con l’invisibile.
Con profonda gratitudine,
Roberta,
𝖑𝖆 𝖋𝖆𝖙𝖆𝖙𝖚𝖗𝖈𝖎𝖓𝖆💫
P.S. PROSSIMO SEMINARIO: 24 NOVEMBRE A PAVIA




