About the Author: Roberta Turci

Il Solstizio d’Estate è il momento in cui il Sole raggiunge la sua massima espressione: la luce arriva al culmine del suo viaggio e ci invita a riconoscere ciò che è maturato dentro e fuori di noi.

Ma ogni luce, per continuare a splendere, ha bisogno di essere custodita.

Radicare la luce e custodire il proprio Fuoco significa dare presenza, cura e responsabilità a ciò che abbiamo nutrito nel tempo.

Ed è proprio in questo passaggio simbolico che desidero raccontarti una storia…

Forse già sai che il mio cammino con l’astrologia è iniziato molti anni fa.

Nell’ottobre del 2021, questo percorso ha trovato ufficialmente un nome e una forma che molti di voi oggi conoscono bene e che hanno contribuito a far crescere insieme a me: Astrologia per Fare Anima.

Da allora ho nutrito questo progetto giorno dopo giorno con amore e dedizione, dandogli una struttura, un linguaggio specifico e una direzione, fino a farlo diventare un paradigma in continua evoluzione.

Le idee, lo so bene, appartengono all’etere e non siamo proprietari di nulla. Ma quando un’idea ci attraversa, il nostro compito umano è accoglierla, metterla a terra, darle un corpo e un canale attraverso cui manifestarsi.

E quel particolare modo di intrecciare i fili dell’astrologia con la profondità dell’anima, negli anni, ha assunto una sua identità precisa.

È diventato per me un luogo. Una casa. Un’opera da custodire.

Fare anima” è un’espressione che affonda le sue radici nel pensiero poetico di John Keats, che in una lettera del 1819 descriveva il mondo come la “valle del fare anima”.

Per Keats veniamo al mondo come esseri dotati di una coscienza ancora in potenza, ma è solo attraverso l’esperienza, le relazioni, le sfide e il confronto con la sofferenza che questa scintilla può prendere forma e diventare anima.

James Hillman ha poi riportato questa immagine al centro della psicologia archetipica, ricordandoci che l’anima non è qualcosa da perfezionare o aggiustare, bensì qualcosa da incontrare, ascoltare e coltivare.

Fare anima significa imparare a guardare diversamente. Significa smettere di chiederci soltanto: “Come elimino questo problema?” e iniziare a domandarci:

“Che immagine sta emergendo attraverso questa esperienza?”

“Che cosa chiede di essere visto?”

“Quale parte della mia storia vuole essere riconosciuta?”

Questo è il cuore dell’approccio immaginale.

Ed è lo sguardo che ha dato forma alla mia astrologia: il tema natale è un mandala, un’immagine sacra con una sua vibrazione energetica, e rappresenta il mito che ciascuno di noi porta sulla scena della vita, come raccontava Platone nel mito di Er.

 

Negli anni Astrologia per Fare Anima è cresciuta insieme a me. Ha integrato astrologia psicologica, evolutiva e karmica, psicogenealogia, costellazioni sistemiche immaginali, biodecodifica, lavoro sulle emozioni, sul corpo e sulla regolazione del sistema nervoso.

Ma il centro è rimasto lo stesso: il mito.

I simboli astrologici sono porte di accesso alle immagini custodite nell’inconscio: raccontano il dialogo tra la nostra storia personale, le radici familiari, le memorie dell’anima e quella trama invisibile che prende forma attraverso l’esperienza.

 

Oggi scelgo di riconoscere ufficialmente questo percorso e di custodire ciò che negli anni è già diventato casa:

 

Astrologia per Fare Anima™

 

Ho depositato la domanda di registrazione del marchio: un gesto simbolico e concreto per dare struttura e solidità a un contenitore vivo.

Uno spazio che continuerà a crescere attraverso corsi, libri, laboratori e percorsi di approfondimento.

Perché l’astrologia, quando torna alla sua dimensione simbolica archetipica, ci aiuta a incontrare chi siamo e a dare un senso alla nostra vita.

Ed è proprio questo il significato più profondo del fare anima: trasformare ciò che abbiamo vissuto in consapevolezza, presenza e coscienza.

 

In questo giorno in cui il Sole raggiunge la sua massima pienezza, sento di celebrare un passaggio importante: il momento in cui l’ispirazione incontra la struttura, e la cura si unisce alla responsabilità della custodia.

Custodire significa riconoscere valore.

Significa onorare il tempo, l’impegno, la ricerca e l’amore che ho riversato in questo percorso, ufficialmente dal 2021, quando ha trovato il suo nome, ma in realtà da molto prima, attraverso ogni esperienza, studio e incontro che mi ha condotta fin qui.

Significa riconoscere la paternità e la maternità della propria opera: ciò che abbiamo generato e nutrito merita anche di essere protetto, perché possa continuare a crescere.

Grazie a tutti voi che avete camminato e continuate a camminare insieme a me! 💞

In questo Solstizio, vi auguro di trovare la forza e la chiarezza per dare struttura ai vostri progetti, celebrando il valore di ciò che siete e di ciò che portate nel mondo.

Custodite il vostro fuoco.

Con radici salde e lo sguardo rivolto al Sole.

Con affetto,

Roberta